Terapia

 

La prima terapia è quella della malattia di base, se ve ne è una. Bisogna naturalmente anche contenere, minimizzare e possibilmente eliminare le lesioni provocate direttamente dalle crioglobuline. La figura a pag 18 cerca di chiarire i diversi punti d’attacco terapeutico. Non è di semplice comprensione, ma ve la mostriamo anche per far capire come la terapia sia articolata e dipenda in larga misura dal-la situazione clinica di quel paziente e di quel momento, e non possa essere perciò generalizzata né tantomeno semplificata. Per di più, ad oggi, non esistono terapie in grado di dare la guarigione certa, ed anzi, molti dei rimedi utilizzati agiscono come sintomatici, cioè non interferiscono in modo decisivo con il decorso della malattia, ma riducono il peso di alcuni sintomi.

La dieta ipoantigenica pubblicata in appendice, come segnalato prima, viene proposta a cicli di 10 giorni al mese, ed è l’unico presidio terapeutico gestibile direttamente dal paziente, purché in stretta aderenza con il programma dietetico suggerito dal curante. Alcune condizioni, essenzialmente l’interessamento rena-le, quello nervoso severo, le riacutizzazioni generali gravi, le ulcere severe, vanno trattate intensivamente.

Molti pazienti, invece, possono tranquillamente vivere senza terapie farmacologiche, utilizzando qua e là qualche sintomatico.

Per la complessità e la variabilità delle decisioni terapeutiche è ancora più importante che il rapporto tra il me dico ed il paziente sia di collaborazione stretta e fi ducia reciproca; è altrettanto fondamentale l’instaurarsi di una relazione di stima fra lo specialista ospedaliero e il medico di famiglia.